Visualizzazione post con etichetta arcipelago toscano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arcipelago toscano. Mostra tutti i post

venerdì 3 giugno 2011

A Grosseto il Manciano Street Music Festival

Parte oggi la seconda edizione del Manciano Street Music Festival di Grosseto, la tre giorni dedicata alla musica. Fino al 5 giugno sei band si alterneranno per le vie del centro storico di Manciano fra mercatini e colori.
L’evento organizzato dalla Pro Loco aveva avuto l’anno scorso un grande riscontro sia dei locali sia dai turisti. Così quest’anno l’amministrazione comunale rilancia con la seconda edizione a cui parteciperanno molte delle band già presenti lo scorso anno, come i Bricadeira provenienti dalla Spagna e i Magicaboola Brass band.
Il programma prevede concerti itineranti per le strade con improvvisazioni libere fino al gran finale di domenica 5 giugno in piazza della Rampa con il concerto delle 18:30. Al concerto di chiusura parteciperanno i La Fanfare en petarddi origine francese, i Pink Puffers da Roma, i Fanfara Burek da Bologna e i Deipetos Dixie Disaster Band da Borgomanero.
Gli operatori turistici prevedono che l’evento avrà un riscontro ancora maggiore dello scorso anno e sono pronti ad accogliere i turisti amanti di musica e folklore.
Il festival è inoltre un’occasione per visitare la bellissima riviera di Grosseto, con la famosa costa dell’Argentario. Gli amanti del diving, in particolare, possono approfittare dei pacchetti turistici messi a disposizione da alberghi, villaggi e campeggi dell’Argentario, come l’Orbetello Camping Village per godersi sia il festival di Manciano sia effettuare le escursioni subacquee organizzate dagli operatori.

venerdì 10 ottobre 2008

L'Eremo di Santa Caterina (Rio nell'Elba)

L'eremo di Santa Caterina è una bella chiesa risalente al XVI secolo (anche se l'aspetto attuale è settecentesco) restaurata dall'associazione "Amici di Santa Caterina", dopo un lungo periodo di abbandono.

L'edificio si trova presso Rio nell'Elba, nella zona orientale dell'Isola d'Elba. Vi si arriva lungo la strada asfaltata (indicata da un cartello stradale all'entrata del paese arrivando da Rio Marina o da Porto Azzurro) per poi lasciare l'auto in uno spiazzo e proseguire a piedi lungo un bel sentiero alberato.
Per quanto la chiesa sia piuttosto recente, la zona era stata fin dall'antichità e poi nel medioevo un terreno sacro. Un'apparizione di Santa Caterina di Alessandria e altri eventi miracolosi furono all'origine dell'attuale santuario, tradizionale meta di scampagnate da parte degli abitanti di Rio nell'Elba e di Rio Marina il Lunedì di Pasqua.
Presso la chiesa si trova l'Orto dei Semplici Elbano, un giardino botanico che raccoglie piante tipiche dell'Arcipelago Toscano, ad esempio quelle della macchia mediterranea, e piante endemiche come il fiordaliso di Capraia o il limonio dell'Elba.
Nel giardino si trovano anche antichi tipi di vitigno, caratteristici dell'Isola d'Elba, ed alberi da frutto.
L'orto botanico è visitabile in primavera, estate ed autunno, e vi vengono organizzate attività speciali per le scolaresche. Per maggiori informazioni: Sito dell'Orto dei semplici Elbano.

domenica 24 agosto 2008

Portoferraio, una città medicea

Il capoluogo dell'Isola d'Elba, oggi conosciuto soprattutto per il suo porto, fu molte volte distrutta e ricostruita, finché nel 1548 Cosimo I de'Medici fece costruire le fortificazioni che ancora oggi caratterizzano il profilo della città vecchia, Forte Falcone (presso gli approdi dei traghetti), e Forte Stella, che sovrasta il centro storico sull'altro lato.
Le antiche mura cinquecentesche sono ancora in parte conservate, ad esempio nel tratto che va da Villa dei Molini (un tempo residenza di Napoleone, oggi museo) a Forte Falcone, in parte sono state distrutte o trasformate in abitazioni, come sulla suggestiva Calata Medicea, nel centro storico (il porticciolo attualmente utilizzato dalla maggior parte delle barche da diporto).

Chiudono la darsena medicea due torri, la torre del Gallo (sul lato rivolto verso la città nuova) e la torre della Linguella o del Martello, presso l'odierno museo archeologico della Linguella.
Uno stemma sull'arco della Porta a terra all'inizio del centro storico (la Porta a mare è oggi un arco all'interno di palazzi adibiti ad abitazione)ricorda ancora il periodo mediceo.
Salendo alla fortificazione del Forte Falcone, di struttura ampia e complessa, si possono notare le precauzioni prese nel Rinascimento per rendere difficoltoso l'attacco ai nemici, come una rampa in salita dall'andamento curvilineo e feritoie da cui poter sparare con gli archibugi.
Guardando il profilo di Portoferraio si potrà notare che non esistono alti campanili: era necessario, perché i nemici avrebbero potuto prenderli di mira con i cannoni!

La città era quindi una vera fortezza, adatta alla difesa sia dalla parte di terra che dalla parte di mare. Oggi è una cittadina turistica accogliente e ricca di servizi.
Oltre alle tracce dell'epoca medicea è possibile vedere anche quelle del periodo napoleonico: in esilio all'Isola d'Elba dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1915 Napoleone visse a Portoferraio, e nonostante vi abbia abitato per meno di un anno lasciò sull'isola una fortissima impronta, portando in quella terra ancora assai arretrata una ventata di novità.
Dell'epoca napoleonica sono testimonianze principali le due ville dell'imperatore in esilio (Villa dei Mulini in Portoferraio e Villa San Martino, la sua casa di campagna) e il Museo della Misericordia presso l'omonima chiesa in Portoferraio, nel quale si trovano la maschera funeraria e il calco di una mano di Napoleone, rilevati quando egli morì a Sant'Elena.

martedì 22 aprile 2008

Pianosa, un’isola da non dimenticare

Racconta una leggenda che quando la Venere Tirrenica nacque dal mare aveva al collo una collana di perle, e sette di queste perle si staccarono e formarono sette isole, le isole dell’Arcipelago Toscano…

All’interno dell’Arcipelago Pianosa occupa un posto particolare: è la quinta per estensione, ma presenta delle caratteristiche che la rendono un luogo da visitare e da non dimenticarsi più.
Intanto è un’isola, come dice il nome, completamente piatta, pianeggiante (certi viali dritti fiancheggiati da alberi ricordano la pianura della Romagna…). La sua altitudine massima è di soli 29 metri, ma la media sul livello del mare è superiore ai dieci metri, perciò oltre che di bellissime spiagge (la balneazione è permessa solo su quella comunque più grande e bella, Cala Giovanna, con splendidi fondali ottimali per lo snorkeling) l’isola è ben fornita anche di scogliere mozzafiato a picco sul mare. La roccia bianca da cui è formata Pianosa è in realtà ciò che resta di un’antichissima barriera corallina, ed è ricchissima di fossili.
L’Isola, abitata fin dalla preistoria, è famosa per la villa romana appartenuta ad Agrippa Postumo, nipote dell’imperatore Augusto, e per le eccezionali catacombe cristiane, le più grandi a Nord di Roma. Dopo il Cinquecento Pianosa venne abbandonata per la minaccia dei pirati turchi, anche se periodicamente gli abitanti dell’Isola d’Elba la utilizzavano per coltivare cereali.
A partire dall’Unità d’Italia fino a pochi anni fa l’isola è stata utilizzata come carcere, dapprima per ospitare detenuti ammalati di tubercolosi (si riteneva che l’aria di mare agevolasse la guarigione da questa malattia). Durante il fascismo vennero relegati nel carcere di Pianosa molti antifascisti, quindi, dagli anni Settanta in poi, l’isola divenne un carcere di massima sicurezza destinato agli autori di reati di terrorismo o di mafia.

Oggi Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e può essere visitata solo da un numero limitato di visitatori al giorno, accompagnati da guide, per non rovinare l’ambiente ancora incontaminato dell’isola ormai quasi completamente disabitata.
Per ulteriori informazioni potete visitare Pianosa.net

All'Isola d'Elba è attivo il servizio di noleggio Scooter e E-Bike

Per coloro che in vacanza non amano usare l'auto e vogliono godersi a pieno la natura, all'Isola d'Elba è attivo un nuovissimo s...