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venerdì 17 luglio 2009

Escursioni del Centro Guide Costa Etrusca

Iniziano da Lunedì 20 Luglio le nuove escursioni progettate dal Centro Guide "Costa Etrusca".
Si tratta di un programma molto variato, che va dai giri in barca, ai trekking, alle classiche visite a paesi e luoghi di interesse ai "sunset tours", originali ecursioni alla scoperta di borghi e paesi la sera, abbinate a una degustazione di prodotti tipici.
Gli itinerari spaziano dall'Isola d'Elba alla Val di Cornia (Populonia, Piombino, Campiglia Marittima, Suvereto) a Bolgheri e Castagneto Carducci.

Per visionarli: Itinerari estivi del Centro Guide Costa Etrusca

Per gruppi precostituiti è sempre possibile, tuttavia, prenotare escursioni ad hoc in tutti i territori sui quali lavorano le guide del Centro.

domenica 4 gennaio 2009

I Murales del Poggetto - Cotone (Piombino)


Prima di entrare in Piombino per prendere il traghetto per le isole dell'Arcipelago Toscano (dopo aver fatto, magari, una passeggiata nel bel centro storico, oggi ancora un po' misconosciuto, della città) è una buona idea passare, anche in auto, lungo il muro in cemento che separa le fabbriche dal vecchio quartiere operaio di Cotone e Poggetto.
Più di un chilometro di murales, infatti, decorano il vecchio muro, tagliendogli l'aspetto grigio e "industriale" in favore di colori e disegni spesso di ottima qualità artistica.

I murales hanno soggetto molto vario: poesie, immagini religiose, fumetti, personaggi dei telefilm e cartoni animati, paesaggi, scorci di Piombino e dintorni o della Costa Etrusca, immagini di fatti ralmente accaduti (ad esempio un'esibizione delle frecce tricolori -- divertitevi a trovarla), animali, nature morte, immagini fantasy, astratto, hip hop e molto altro ancora.
Grazie a questa bella ed importante opera, creata nell'ambito di un progetto di riqualifiazione urbana di un quartiere che per molti anni era stato abbandonato all'inquinamento e al degrado, Piombino fa parte dell'Associazione Italiana dei paesi dipinti come il più famoso Orgosolo in Sardegna, come "il paese dal lungo murales").

La struttura dell'intero murale è semplice, ma molto interessante: il muro era divi
so in riquadri da travi di cemento armato. Ogni riquadro costituiva in pratica una "tela" su cui gli artisti, anche di ottimo livello tecnico, si sono sbizarriti dagli anni Novanta dipingendo un soggetto a loro scelta.
Tinteggiare i muri, insomma, a Piombino è diventata un'arte.
Il primo riquadro in foto rappresenta il Castello di Populonia, nel territorio piombinese.

martedì 15 gennaio 2008

Il castello di Bolgheri


Bolgheri è un castello medievale che sorge su una piccola altura in fondo al viale di cipressi che parte da San Guido, celebre per la lirica di Giosuè Carducci; tutt'intorno il paese è circondato da boschi di tipica vegetazione mediterranea e da una pianura ben coltivata.


Il viale di San Guido, grazie alla poesia del Carducci, è considerato il viale più famoso e conosciuto d'Italia. Fu costruito nel 1831, quando venne raddrizzata la via Aurelia.
Lungo, in origine ricordato come un semplice stradone diritto, furono piantate due file di alti cipressi che, dopo il successo ottenuto dai versi del Carducci e la morte del poeta, furono prolungate fino a Bolgheri in un percorso di grande suggestione.

Il castello di Bolgheri si collega al comune di cui fa parte, Castagneto Carducci, attraverso la "via Bolgherese", un bellissimo viale fiancheggiato da vegetazone naturale e vigne, ormai noto come "la Strada del vino", perché lungo il suo percorso si trovano aziende che producono vini di grande pregio.

Il castello di Bolgheri ha una monumentale facciata di colore rosato, con un arco attraverso il quale si accede al borgo medievale.
All'interno del castello le vie e le piazzette, piccole e ravvicinante, rievocano l'atmosfera raccolta della tradizione contadina toscana, e vi si trovano numerosi negozi in cui si possono trovare i prodotti tipici della zona. Tra il 1838 e il 1848 Bolgheri ospitò Giosuè Carducci, che con i suoi versi contribuì a far conoscere Bolgheri e i suoi dintorni nel mondo.
Quando Carducci tornava a Bolgheri abitava in un stanza messa a sua disposizione dalla famiglia Moratti.

Oggi Bolgheri è un importante luogo della memoria carducciana: oltre al viale dei cipressi sono da notare la casa in cui il poeta abitò da ragazzo, di fronte alla quale si trova la statua di Nonna Lucia, la nonna del poeta morta a Bolgheri e sepolta nel piccolo cimitero di campagna che si trova poco oltre il paese, dalla parte opposta al viale di San Guido. Un'altra casa che ci ricorda Carducci è la casa della "bionda Maria", una bambina amica del poeta durante la sua infanzia.

giovedì 3 gennaio 2008

Visitare Piombino

Piombino, capoluogo della Val di Cornia, è conosciuta soprattutto come porto e città industriale, ma conserva al suo interno un centro storico ben restaurato, con edifici medievali e rinascimentali.
Sono in particolare da segnalare:
  • Piazza Bovio: La Piazza Giovanni Bovio è un esempio unico nel suo genere di piazza protesa sul mare quasi a toccare l’Isola d’Elba, interamente costruita su uno sperone roccioso. Da qui così come dal vicino viale del Popolo lo sguardo spazia sulle Isole dell’arcipelago Toscano dall’Isola del Giglio a Montecristo, Capraia e la Corsica. Il palazzo dei principi Appini si trova all’ingresso della piazza Bovio, in attesa di restauro, fu residenza signorile quattrocentesca è oggi sede dell'Istituto di biologia ed ecologia marina dove si può visitare l’Acquario Mediterraneo alimentato direttamente con acqua marina.
  • La concattederale di S. Antimo: Edificata nel 1377, si qualifica da sola, per la ricchezza dei suoi contenuti, in vero e proprio museo. Presenta una facciata in mattoni con portale e lunetta mosaicata di scuola vaticana che raffigura S. Michele Arcangelo. contiene pregevoli opere di Andrea Guardi come ad esempio il bellissimo Fonte Battesimale in marmo del 1470 ed alcuni sepolcri degli Appiani, principi di Piombino. Annessi alla chiesa sono il chiostro rinascimentale, opera di grande rilievo con loggiato in marmo anch’esso attribuito ad Andrea Guardi (seconda metà del XV sec.), e il museo civico di arte sacra, che ospita manufatti marmorei e lignei, dipinti (pale provenienti da Populonia), antichi ostensori, calici, reliquiari ed oreficerie.
  • Il castello: La sua storia riflette al storia della città; infatti il suo aspetto attuale è il risultato di più fasi costruttive comprese tra il XIII ed il XIX secolo. Si tratta per lo più di una fortezza Medicea costruita intorno al “Cassero Pisano” del 1236 che fu l’antica porta est della città. Destinato a luogo di detenzione dopo l’unità d’Italia, mantenne le funzioni di carcere fino al 1960. il Recente restauro terminato nel 2001 permette oggi una lettura chiara delle varie stratificazioni edilizie succedutesi nei secoli. All’interno è allestito il “museo del castello e della città” che illustra al pianterreno la sua storia attraverso un percorso didattico. Al primo piano vi è un esposizione di reperti ceramici e metallici (databili dal XIV al XIX sec.) rinvenuti durante lo scavo archeologico organizzato all’interno dell’edificio in fase di restauro. Al secondo piano invece è organizzato il centro di documentazione sulla Resistenza in Val di Cornia nel XX sec. Infatti la città di Piombino, insignita nel 2000 di Medaglia d’Oro al valor Militare, fu protagonista della battaglia contro gli occupanti nazisti del 10 settembre 1943.
  • Il Rivellino: L’antica porta a terra della città, detta anche di Sant’Antonio è il monumento più antico di Piombino edificato nel 1212, unica testimonianza dell’età comunale. Nel 1447 vi fu costruito il massiccio rinforzo semicircolare, “il Rivellino”.
  • La Chiesa della Misericordia: E’ una chiesa per così dire minore, con impianto risalente al XIII sec. ci appare nella sua attuale formulazione risalente al XVI secolo. All’interno è custodito un crocifisso ligneo del XV secolo.
  • La Cittadella: Complesso architettonico costruito nella seconda metà del XV sec. voluto come dimora principesca dalla famiglia Appiani ad opera di Andrea Guardi per volere di Jacopo III d’Appiano in quella che poi divenne una sorta di acropoli cittadina. Oggi sono ancora visibili:
  • la Cisterna: Esempio in marmo di arte quattrocentesca fa parte del complesso architettonico della Cittadella, è opera del Guardi ha sui lati v volti dei principi Jacopo III la moglie e il figlio.
  • la Cappella della Madonna: Opera insigne del Guardi nacque come cappella signorile in stile rinascimentale con decorazioni tardo gotiche contiene oltre alle sculture dell’artista una immagine della Madonna col Bambino in terracotta policroma di scuola Robbiana.

L’edificio prospiciente la piazza di fronte alla cappella ospita il museo archeologico del territorio di Populonia. Inaugurato nel 2001 è allestito con oltre 2.000 reperti che documentano in un percorso didattico-scientifico la storia degli insediamenti umani del territorio dalla preistoria, al periodo etrusco (qui ben rappresentato) al tardo-antico.

  • Le mura di cinta leonardesche: Nel secolo XVI Piombino fu cinta di mura che collegarono precedenti torri isolate cingendo quello che oggi è l’attuale centro storico, raggiungendo la Cittadella dei Principi Appiani. Di questa cinta ne sono rimasti esempi ancora visibili in via Leonardo da Vinci, vicino alle fonti dei canali di Marina, in Piazza Bovio e in via della Rocca sul lato mare dietro il museo archeologico di Cittadella.
  • Il porticciolo di Marina: Le fonti dette anche delle “serpi in amore” come ricorda il bassorilievo di due rettili uniti per la testa, è opera probabile di Nicola Pisano del 1247; L’acqua fuoriesce da cinque bocche decorate da teste animalesche in marmo e serviva in passato per l’approvvigionamento delle navi antiche che riparavano nel piccolo porticciolo di pescatori antistante. Fino a tempi recenti ritrovo dei pescatori che sulle balaustre riparavano e tendevano ad asciugare le loro reti fino ad occupare l’attigua Piazzetta dei grani. Il porticciolo di Marina è stato scelto come sfondo per il film "N" di Paolo Virzì.

Il principato di Piombino

Situata sull’estremità meridionale del promontorio omonimo, la città si sviluppò intorno all’XI secolo in seguito alla distruzione di Populonia. Passata poi sotto il dominio della Repubblica marinara di Pisa che ne fece un’importante base marittima, fu dominata da diverse famiglie signorili. La casata più importante è stata sicuramente quella degli Appiani, che la dominarono per circa seicento anni, fondatori del Principato di Piombino nel 1594, chiamarono alla loro corte artisti insigni come il Guardi per abbellire la città, o come Leonardo da Vinci che, agli inizi del 1500, vi realizzò disegni e progetti oggi conservati a Madrid.
I
n seguito all’invasione napoleonica Piombino fu annessa all’impero Francese e quindi governata da Elisa Bonaparte (sposata Baciocchi) e sorella di Napoleone (Principato di Lucca e Piombino 1805-1815) che fece vivere alla città un periodo di grande splendore tanto da
attribuirle l’appellativo di “Piccola Parigi”. Con il tramonto dell’epoca Napoleonica scompare lo stato indipendente. Dopo l’annessione al Granducato di Toscana (1815) seguirà le sorti della Regione registrando un rapido sviluppo economico agevolato dalle bonifiche della Maremma (1828), e dalla nascita dell’attività siderurgica che oggi sta lasciando il posto allo sviluppo del porto regionale marittimo per l’arcipelago e al turismo.

Eventi e Folklore - Comune di Piombino -

Le manifestazioni di folklore si ispirano in particolare alla gastronomia:

In Estate viene organizzata la “Sagra del Pesce” tradizionale sagra gastronomica con la tipica enorme padella che frigge il pesce sulla bellissima piazza Giovanni Bovio, una terrazza panoramica sull'isola d'Elba e sull'arcipelago Toscano. Fuochi artificiali finali

Altra manifestazione eno-gastronomica è “Agosto con Gusto” appuntamento con la cucina tradizionale ed i vini locali. Il lancio, avvenuto per la prima volta nell'estate 2001, della manifestazione “Agosto con Gusto', ha iniziato a Piombino un processo, specificamente organizzato, di valorizzazione delle risorse enogastronomiche del territorio, che si va dimostrando sempre più indispensabile in una moderna offerta turistica. Per tre giornate, corrispondenti al primo week-end di agosto, nella splendida cornice del Castello recentemente restaurato e del centro storico piombinese sarà possibile gustare i prodotti della terra toscana ed in particolare della Val di Cornia. L'organizzazione del Comune di Piombino (tra le cooperazioni si sono alternate Slow Food, l'Associazione Nazionale Città del Vino ed il Consorzio Strade del Vino), presenta l'evento come un incontro con i vini ed i prodotti tipici della Costa degli Etruschi.
I protagonisti indiscussi di questa kermesse del gusto sono, infatti, i vini, gli oli da assaggiare sotto la guida ed il consiglio di esperti. Nelle ultime edizioni si è voluta anche la presenza di un altro prodotto, strettamente legato alla tradizione della città di Piombino, come il pesce azzurro, una volta assiduo frequentatore della cucina dei poveri ed oggi riscoperto come un piatto di gran classe di notevoli qualità organolettiche e dietetiche.

Il 21 Giugno "Solstizio d'estate" una passeggiata gastronomica nei ristoranti del centro storico.
Il 22-23 Giugno "Rievocazione storica" sfilata con spettacolo in costume e Falò di San Giovanni nel centro storico.

In primavera invece si effettua “La sagra del carciofo” nella frazione di Riotorto.

Da segnalare il mercato settimanale del mercoledì e quelli del secondo week end del mese dedicati ad una vasta gamma merceologica e la presenza del centro commerciale naturale “Centocinquanta vetrine”.

lunedì 31 dicembre 2007

Il parco archeominerario di San Silvestro (presso Campiglia Marittima)



La Rocca di San Silvestro
La rocca viene raggiunta a piedi (20 minuti) dalla Valle dei Lanzi ovvero dal percorso che parte dalla stazione di arrivo del trenino (visita galleria Lanzi-Temperino). Si tratta di uno scavo archeologico di un villaggio medievale di minatori e fonditori di metallo (sono ancora ben riconoscibili, la cinta muraria, la chiesa, il frantoio ed il piccolo borgo) visitabile in un'ora circa.
Attenzione: il sentiero per raggungere la Rocca deve essere percorso a piedi, e per quanto non presenti particolari difficoltà può essere a tratti un po' ripido e difficilmente accessibile a disabili. Sconsigliato l'uso di passeggini per i bambini, mentre è possibile portarli negli zainetti

Le miniere
La visita inizia al Museo dell'Archeologia e dei Minerali e prosegue nella Miniera del Temperino, una galleria sotterranea di 360 Mt. percorribile a piedi alla scoperta dell'evoluzione delle antiche tecniche di ricerca e estrazione dei minerali.
Usciti dalla miniera, si sale verso l'area di Pozzo Earle, dove gli allestimenti dei Musei delle Macchine Minerarie e dei Minatori raccontano gli ultimi decenni di storia di quest'area. Da qui inizia la visita alla Galleria Lanzi-Temperino dove, a bordo di un treno, si ripercorre il tragitto dei minerali dalle miniere agli impianti di trattamento della Valle dei Lanzi.

La visita completa del parco è consigliata a gruppi di adulti e studenti interessati alla mineralogia, geologia, Archeologia mineraria, mutamenti della storia ed evoluzione delle tecnologie.

Modalità di visita
Ingresso a pagamento, visita libera per gli individuali e famiglie ad eccezione delle miniere dove è obbligatoria la visita guidata. Le visite guidate hanno inizio ad orari prestabiliti e consentono di comprendere a fondo la realtà di questi luoghi e la loro storia.
La visita completa del Parco richiede l’intera giornata.
Per i gruppi e le scuole la visita guidata è obbligatoria: Ingresso a pagamento.

domenica 30 dicembre 2007

Visitare Suvereto


Suvereto, uno splendido paese medievale il cui nome deriva dalla quercia da sughero, sorge su un colle non lontano dal mare, sulle prime alture che sovrastano la valle del fiume Cornia. Con la vicina Campiglia è tra le località più antiche della valle: le sue origini risalgono all'epoca del crollo dell'Impero Romano, quando per motivi di sicurezza le popolazioni costiere si trasferirono nelle zone collinari. La storia di Suvereto è legata al forte carattere della sua popolazione, che ha sempre mostrato intraprendenza e amore verso il proprio paese, caratteristiche che hanno fatto sì che Suvereto divenisse nel 1201 il primo comune libero della Maremma settentrionale, svincolandosi dal dominio dei conti Aldobrandeschi.
Già nel 1237 era tuttavia nella lega ghibellina, soggetto alla Repubblica di Pisa; da questo momento fino al passaggio sotto lo stato di Piombino, costituitosi nel 1399, restò sotto il potere pisano, nei confronti del quale mantenne sempre una propria autonomia.

La storia del paese è oggi testimoniata dalle caratteristiche medievali, perfettamente conservate, del centro storico, ancora racchiuso dalle sue antiche mura e assai ben tenuto dalla popolazione locale, consapevole del patrimonio che il loro paese rappresenta.

Sono da segnalare:
  • la pieve romanica di San Giusto, la cui costruzione iniziò nel IX secolo e fu completata alla fine del XII, situata all'esterno delle mura, proprio adiacente alla porta principale del paese, che conserva ancora la sua struttura austera ed elegante e nella quale sono presenti notevoli opere d'arte e d'antiquariato
  • il palazzo comunale, che insiste su un antico palazzo pubblico medievale, risalente al XIII secolo, famoso per il suo particolare ingresso, il loggiato detto dei Giudici, perché nel Medioevo i magistrati locali pronnciavano da qui le loro sentenze.
  • le rovine della Rocca Aldobrandesca, il castello dei feudatari della zona, anteriore all'anno Mille, dalle quali si gode un'ottima vista dell'intera valle del Cornia, essenziale a quei tempi.
  • il chiostro, ancora ben conservato, dell'ex convento dei francescani, costruito dall'ordine alla fine del XIII secolo su terre donate loro dagli Aldobrandeschi e presso il quale si trova la chiesa del Santissimo Crocifisso, costruita nel Cinquecento per ospitare un crocifisso ligneo del XIV secolo, che ogni anno veniva portato in processione il giorno della festa patronale del Santissimo Crocifisso.
  • sopra il paese è degno di essere visitato il bel borgo di Belvedere, in posizione sopraelevata, che veniva utilizzato durante l'età moderna dai notabili di Suvereto per trascorrervi i periodi dell'anno in cui era più facile contrarre la malaria. Suvereto, infatti, per quanto sia sopraelevato, si trovava allora troppo vicino al piano acquitrinoso del Cornia, ed era soggetto agli attacchi della zanzara anofele, apportatrice della malaria, che fino a tempi recenti è stata il flagello della Maremma.
Come raggiungere Suvereto: si arriva al paese uscendo dall’Aurelia all’altezza di Venturina, ed inoltrandosi nell’interno per circa dieci chilometri. Per ulteriori informazioni su come raggiungere la Val di Cornia potete consultare il sito del Centro Guide della Costa Etrusca.

Visitare Populonia


Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Area archeologica di Baratti: L'escursione prevede la visita guidata alla Necropoli di San Cerbone, dove sono presenti importanti esempi di architettura funeraria etrusca, e alla Necropoli delle Grotte in cui è possibile visitare una cava di calcarenite utilizzata per la costruzione dei monumenti di Populonia e una necropoli ellenistica con tombe a camera scavate nella parete rocciosa.

Area archeologica di Populonia Alta: Recentemente inaugurata permette la visita degli scavi agli edifici dell'acropoli dell'antica Populonia etrusco-romana. La visita guidata abbina interessi storico archeologici a quelli paesaggistici vista la posizione strategia del sito a dominio del golfo di Baratti e del promontorio di Piombino.

Modalità di visita

Parco Archeologico di Baratti e Populonia

Ingresso a pagamento, visita libera. Le visite guidate facoltative per gli individuali e le famiglie, hanno inizio ad orari prestabiliti e permettono di apprezzare la bellezza dei siti e il loro contesto. La visita completa del Parco richiede l’intera giornata
Per i gruppi e le scuole la visita guidata è obbligatoria: ingresso a pagamento.

Museo Archeologico del Territorio di Populonia

La visita del Museo Archeologico del Territorio di Populonia, a Piombino, espone gli oggetti provenienti dagli scavi del territorio dell'antica città. L'esposizione è integrata da supporti multimediali e didattici (video, ricostruzioni grafiche, ricostruzioni a grandezza naturale e ambientazioni).
- Il programma è consigliato a gruppi di adulti o che abbiano interesse per gli aspetti della civiltà etrusca, romana e medievale.
- Tempi di visita:

visita completa 1 giornata intera - visita parziale 1/2 giornata

Modalità di visita

Individuali e famiglie: Ingresso a pagamento, visita libera per gli individuali e famiglie (durata circa 1 ora). Per i gruppi e le scuole la visita guidata è obbligatoria: Ingresso a pagamento.

sabato 29 dicembre 2007

La storia di Campiglia Marittima


Campiglia si trova a circa 210 s.l.m., in quella parte del territorio toscano che, nei secoli scorsi, veniva generalmente chiamato “Maremma Pisana”. Il paese occupa uno dei contrafforti del Monte Calvi, dalla parte che guarda il mare e forma due prominenze distinte: la Rocca (dove viveva la classe che deteneva il potere politico e militare) e il Poggiame (popolato dal basso ceto).
In genere si parla di Campiglia come paese medievale ma secondo Isidoro Falchi è molto probabile che Campiglia derivi da Campus Pilae, cioè da essere stato quel luogo provvisto di polle d’acqua, e quindi anche di pozze o vasche, come realmente è. Nelle vicinanze di Campiglia si trovano anche sorgenti termali.
Campiglia fu anche terra degli Etruschi, che ne sfruttarono le risorse minerarie: testimonianze di questo sono i forni della Madonna di Fucinaia, che servivano probabilmente per il trattamento del minerale di rame.
Non si hanno documenti anteriori al 1004, ma è molto probabile che ai Conti della Gherardesca sia dovuta l’iniziativa dell’incastellamento (tra i tanti castelli che esistevano intorno al Mille quello di Campiglia è il più grande e quello che occupa la posizione più sicura, per cui sembra che esso abbia originato tutti gli altri). Forse è stato uno dei più antichi castelli della famiglia Gherardesca, fondato fino dai primi anni della sua comparsa nella Maremma, probabilmente fino dal secolo VIII.
Il castello passò nel 1159 all’Arcivescovo di Pisa, quindi alla Repubblica Marinara, che ne fece un’importante Capitania adibita a sorvegliare la costa e la zona mineraria, fino al 1406, anno in cui ci fu la conquista da parte di Firenze, che vedeva nel castello di Campiglia un eccezionale presidio operativo per intraprendere la guerra contro la città di Pisa. I fiorentini mantennero la forma della Capitania e fino al 1509 ristrutturarono le mura castellane e le porte, rifornirono gli arsenali di armi e munizioni e incrementarono il numero dei soldati.
Nel 1509 i Fiorentini sconfissero i Pisani nella battaglia di San Vincenzo e da quel momento diminuì l’interesse per il castello di Campiglia. Firenze continuava a tenere almeno in parte guarnita la Rocca, ma solo per essere pronto contro l’irrequietezza dei senesi e specialmente per difendere la costa dai Turchi.
Da questo momento la comunità di Campiglia, pur sotto il dominio fiorentino, è retta esclusivamente da famiglie locali (Consiglio dei Quaranta) e anche l’importanza strategico – militare va scemando, fino al punto che nel 1664 il terreno dentro le mura castellane della Rocca viene affittato come terreno agricolo (nel 1631 c’era stata la peste bubbonica che aveva notevolmente ridotto la popolazione: da 646 a 316).
L’Ottocento rappresenta il secolo del massimo splendore: Campiglia assunse il primo posto fra le città vicine per lo sviluppo culturale, sociale ed economico: era il centro più popoloso (aveva nel 1845 3057 abitanti, più di Grosseto e più di Piombino). Qui c’era l’Ospedale (50 posti letto), la Pretura, il Teatro, il Carcere mandamentale, gli uffici di notaio e avvocato. La Maremma trovava qui il suo confine fra la zona insalubre e le bonifiche degli anni 1834 e 1864 resero la sua pianura fertile ed aperta all’arrivo di una nuova popolazione, anche perché a Campiglia, vista l’altitudine, era minore il rischio di contrarre la malaria (verso la metà dell’Ottocento furono costruite 100 nuove case).
In epoca recente, invece, lo sviluppo industriale ha cambiato le cose.

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