sabato 26 aprile 2008

Castagneto Carducci


Capoluogo del Comune omonimo, è un piccolo borgo adagiato sulla sommità della collina, su cui domina il Castello dei Conti della Gherardesca, un tempo circondato da mura di cui sopravvive il fronte rivolto verso il mare e che insieme alla chiesa di San Lorenzo, costituisce il nucleo originario del centro abitato. Intorno al Castello la cui edificazione risale probabilmente al Mille, si è sviluppato il centro urbano secondo uno schema di anelli concentrici che danno vita ad un sistema di strade, vicoli e piazzette. Il castello ebbe, nella sua lunga storia, numerose modificazioni e rifacimenti successivi, al pari della chiesa parrocchiale, a lungo utilizzata come chiesa del castello, come si ravvisa dall’esame delle strutture interne. Davanti alla propositura di San Lorenzo, sorge la Chiesa del S.S. Crocifisso al cui interno è conservato il Crocifisso ligneo di epoca quattocentesca, rinvenuto tra i ruderi dell’antico monastero di San Colombano ed oggetto di vivissimo culto locale, rappresentato dalle "Feste Triennali" L’attuale municipio, divenuto sede municipale nel 1849 nel quadro della complessa vicenda delle preselle, aveva funzionato, a partire dal 1716, da palazzo pretorio; nella piazzetta retrostante, la Piazza della Gogna, avevano luogo le grida di condanne e l’esecuzione di infamanti pene alla gogna ed alla berlina. Di particolare interesse: Castello della Gherardesca (Via Indipendenza), Propositura di San Lorenzo, Chiesa del S.S. Crocifisso, Chiesa della Madonna del Carmine (di recente dichiarata sede del costituendo Museo dei paramenti sacri), Centro Carducciano (Via Carducci, 59), Museo Archivio, Piazzale Belvedere
Articolo tratto da Castagneto Carducci

martedì 22 aprile 2008

Pianosa, un’isola da non dimenticare

Racconta una leggenda che quando la Venere Tirrenica nacque dal mare aveva al collo una collana di perle, e sette di queste perle si staccarono e formarono sette isole, le isole dell’Arcipelago Toscano…

All’interno dell’Arcipelago Pianosa occupa un posto particolare: è la quinta per estensione, ma presenta delle caratteristiche che la rendono un luogo da visitare e da non dimenticarsi più.
Intanto è un’isola, come dice il nome, completamente piatta, pianeggiante (certi viali dritti fiancheggiati da alberi ricordano la pianura della Romagna…). La sua altitudine massima è di soli 29 metri, ma la media sul livello del mare è superiore ai dieci metri, perciò oltre che di bellissime spiagge (la balneazione è permessa solo su quella comunque più grande e bella, Cala Giovanna, con splendidi fondali ottimali per lo snorkeling) l’isola è ben fornita anche di scogliere mozzafiato a picco sul mare. La roccia bianca da cui è formata Pianosa è in realtà ciò che resta di un’antichissima barriera corallina, ed è ricchissima di fossili.
L’Isola, abitata fin dalla preistoria, è famosa per la villa romana appartenuta ad Agrippa Postumo, nipote dell’imperatore Augusto, e per le eccezionali catacombe cristiane, le più grandi a Nord di Roma. Dopo il Cinquecento Pianosa venne abbandonata per la minaccia dei pirati turchi, anche se periodicamente gli abitanti dell’Isola d’Elba la utilizzavano per coltivare cereali.
A partire dall’Unità d’Italia fino a pochi anni fa l’isola è stata utilizzata come carcere, dapprima per ospitare detenuti ammalati di tubercolosi (si riteneva che l’aria di mare agevolasse la guarigione da questa malattia). Durante il fascismo vennero relegati nel carcere di Pianosa molti antifascisti, quindi, dagli anni Settanta in poi, l’isola divenne un carcere di massima sicurezza destinato agli autori di reati di terrorismo o di mafia.

Oggi Pianosa fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, e può essere visitata solo da un numero limitato di visitatori al giorno, accompagnati da guide, per non rovinare l’ambiente ancora incontaminato dell’isola ormai quasi completamente disabitata.
Per ulteriori informazioni potete visitare Pianosa.net

giovedì 17 aprile 2008

Ile terme Calidario Venturina

Immersi nell'antico bagno a 36 gradi all'insegna del benessere e dell'immaginario
Uomini di epoche diverse cercarono calore e sollievo in questa sorgente, lasciando testimonianza del loro passaggio e del loro felice soggiorno, proprio qui, sulle sponde del Calidario.
Immerso nel verde di una splendida pineta che racchiude in sé i profumi di una natura tutta da assaporare.
Il Calidario è un laghetto con sorgente naturale di acqua calda a 36 gradi che sgorga direttamente nella vasca-laghetto con una portata media di circa 12.000 litri al minuto.

Vi si accede passando da spogliatoi riscaldati con passaggio interno diretto nel laghetto.

È aperto tutto l’anno escluso il periodo che va dal 7 gennaio al 4 marzo 2009.

Siamo a Venturina, in Toscana, a cinque chilometri dal mare, nello splendore della Costa degli Etruschi. Ed è facile immaginare, immersi nelle acque calde e nei vapori del Calidario, proprio gli Etruschi che qui iniziarono la pratica della fusione dei metalli.
Nel corso dei secoli furono eremiti cristiani e cavalieri longobardi, legionari romani e granduchi, celebri architetti medicei ed agricoltori sapienti ad essere inebriati dalla dolcezza del clima di questa valle, nutriti dalla ricchezza del suolo, affascinati dalla presenza del mare ed accolti dal calore della sorgente.

Una sorgente che oggi più che mai offre il suo abbraccio sfruttando i benefici effetti dell'acqua e del vapore, ponendoli al servizio del benessere. Un tuffo nel passato ai tempi in cui il popolo etrusco si concedeva bagni e massaggi in un ambiente unico e affascinante, un luogo dove trovare oggi armonia e benessere.

Calidario.it

martedì 8 aprile 2008

Città di Grosseto

FORTEZZA MEDICEA, v. Saffi, rappresenta il baluardo Nordest. delle Mura, edificata nella seconda metà del 500.

MURA, a pianta esagonale, cingono il piccolo Centro Storico: furono fatte costruire da Francesco I nel 1574 su disegno di B Lanci.

TEATRO DEGLI INDUSTRI, v. Mazzini, del sec XIX.

Canapone CANAPONE P.zza Dante Gruppo marmoreo raffigurante Leopoldo lI di Lorena in abiti regali, in atto di sollevare sotto forma di donna l'afflitta Maremma, calpestando una biscia simboleggiante la malaria. Eretto il 7 marzo1846, fu inaugurato il primo maggio dello stesso anno.

Ettore Socci BUSTO AD ETTORE SOCCI, cittadino onorario, deputato del Collegio di Grosseto, repubblicano, personaggio di grande levatura politica e morale, venne eretto il 24 novembre 1907 con intervento finanziario dello stesso Comune (L. 200) e fu realizzato dal prof Gallori.

Andrea Da Grosseto ANDREA DA GROSSETO STATUA, Pzza Baccarini (davanti al Museo Archeologico). Di recente collocazione, esalta la figura di questo illustre letterato del XIII secolo, per alcuni laico, per altri frate dell'ordine dei francescani.

'Il Buttero' "IL BUTTERO" OPERA IN BRONZO di Meo Faccendi, si trova in P.zza Marconi (della Stazione) a simbolico omaggio e testimonianza di una mitica figura del la Maremma.

Articolo tratto da gol.grosseto.it

mercoledì 2 aprile 2008

Storia di Lucca

La città di Lucca fu costruita in epoca imprecisata al confine tra le terre liguri e quelle etrusche e precisamente su un pezzo di terra strappato all'allora fiume Auser, successivamente ribattezzato Serchio. Le particolarità di quelle terre palustri sono alla base delle caratteristiche ambientali della zona, spesso soggette ad alluvioni, e del suo stesso nome, Luk, che significa in celto-ligure: "luogo di paludi". L'opera di bonifica fu iniziata in epoca alto medievale e con la deviazione del fiume Auser verso il mare la città migliorò notevolmente. Da testi storici si apprende che nel 180 a.C. Lucca diviene una colonia latina anche se la sua influenza e la sua notorietà è di gran lunga minore rispetto a quella delle vicine Pisa e Luni. Lucca subisce poi l'invasione dai Goti, dei Bizantini e dei Longobardi che nel 570 d.C penetrano nella città e convertono i lucchesi al Cristianesimo. In quel periodo rifiorisce la città di Lucca sotto tutti i suoi aspetti; religiosi, economici e politici e questo grazie anche alla famosa via Francigena-Romea che collega Lucca alle altre città europee ed italiane, permettendone così l'espansione a livello commerciale e culturale. Nel IX secolo viene conquistata dai Franchi e nasce il Marchesato di Toscana. E' in questo periodo che nei lucchesi inizia a maturare il desiderio di indipendenza; sorgono i primi screzi con Pisa e nascono le prime strutture di autogoverno. Nel 1314 Lucca cade sotto il dominio del Signore di Pisa Uguccione della Faggiola e successivamente viene liberata da Castruccio Castracani della famiglia degli Antelminelli, che diventò, a seguito delle sue conquiste, duca di Lucca, Pisa, Pistoia, Luni e Volterra. Lucca stabilì poi un'alleanza con Carlo V e nello stesso anno subì la congiura dei Poggi e la rivolta degli straccioni (1531-1532) e visse un periodo di crisi religiosa. Nel 1628 nasce il "Libro d'oro", una raccolta dei nomi più illustri delle famiglie nobili tra cui venivano scelti i governanti ma, con la conquista da parte dei francesi nel 1799, la repubblica crollò. Per volere di Napoleone la città divenne principato di Elisa Bonaparte e di Felice Baciocchi. Crollato l'Impero Napoleonico, la città venne affidata alla duchessa Maria Luisa di Borbone e poi al figlio Carlo Ludovico che nel 1847 passò la città in mano al granducato di Toscana. Nel 1860 si unisce al Regno d'Italia. Cittadini Lucchesi famosi furono Luigi Boccherini, compositore del XVIII secolo, il compositore Alfredo Catalani (1854-1893) e il Maestro Giacomo Puccini (1858-1924).
Articolo tartto da:
Lucca on line

Agriturismo a lucca:
Pruneta di Sopra is a country villa in Tuscany with pool Lucca and a large estate all around. The house has many comforts like bikes,children swings,table

giovedì 27 marzo 2008

Pruneta di Sopra Holidays House

Caratterizzata da un territorio prevalentemente montuoso e collinare, situata tra le Alpi Apuane e l’ Appennino Tosco-Emiliano, la Garfagnana si sviluppa nella alta valle del fiume Serchio. Si tratta di una zona di elevato valore ambientale e paesaggistico al centro del Parco nazionale delle Alpi Apuane , con fitti boschi di castagni e di faggi alternati a coltivazioni di viti e farro . In questa regione è possibile coniugare la scoperta delle bellezze naturalistiche del luogo con una sana passeggiata nel verde : ci sono itinerari di trekking da percorrere a piedi o a cavallo come pure percorsi per mountain-bike in grado di rilassare dallo stress quotidiano. Senza dimenticare che il mare e gli "storici" locali della Versilia , sono a circa 45 chilometri..
Da non perdere è la visita ai tanti paesini della Garfagnana che , con le loro case in pietra , amorevolmente ristrutturate , sanno trasmettere , in una realtà dai ritmi frenetici come la nostra , quelle sensazioni di quiete e tranquillità ormai perdute .

La cucina garfagnina , inoltre , non mancherà di allietare i palati dei visitatori con le sue specialità. Da provare assolutamente la zuppa di farro , gli ottimi salumi e formaggi e i vari prodotti a base di castagne (castagnaccio , necci , polenta di neccio , frittelle di neccio oltre che le classiche caldarroste nei mesi di Ottobre e Novembre )

Se siete amanti delle escursioni in montagna o più semplicemente state ricercando un pò di relax in mezzo alla natura , questa è la vacanza per voi

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The Garfagnana

The Garfagnana is an area located in the north side of Lucca's district, between 2 mountain ranges: the Apuan Alps and the "Appennino tosco-emiliano" .The Garfagnana is an interesting region with an high natural value, in the middle of the Apuan Alps Park, characterized by chestnut trees, beech woods and vineyards. There are many paths in the country and on the mountains to discover by foot, riding a bike or an horse. The sea and the famous 60's and 70's discos of Versilia are not so far (45 Km). We recommend you to visit the nice little villages of Garfagnana (especially Campo Catino, near Vagli) with their stone houses and quiet, they'll give you an idea of the slow and healthy life of yesterday. Don't forget to taste the food specialities of Garfagnana .You have to try the excellent home-made cheeses and hams, the products made of chestnut flour: "castagnaccio", "necci", "polenta di neccio" and the classical roast chestnut in October and November.

If you are fond of mountain's excursions or you are simply looking for relax in the country , you are in the right place.

giovedì 6 marzo 2008

Il castello dell'imperatore di Prato

Il Castello dell'Imperatore è la testimonianza più significativa nell'Italia centro-settentrionale della scuola architettonica che si sviluppò attorno alla personalità affascinante di Federico II (1194-1250), Imperatore del Sacro Romano Impero, della famiglia Hohenstaufen di Svevia.

Si presume che l'edificio sia stato innalzato durante gli anni 1242-1248. L'architetto Riccardo da Lentini, già famoso per aver curato la realizzazione di alcuni castelli in Sicilia, collaborò con Federico d'Antiochia (figlio di Federico II) alla sua costruzione. La struttura è impostata su quattro torrioni principali a forma quadrata i cui vertici estremi indicano i punti cardinali. La morte di Federico II e il declino della politica imperiale in Toscana impedirono il completamento degli interni del Castello che solo in epoca successiva vennero adattati alle diverse esigenze (caserma e quindi carcere militare).

Negli anni Trenta del XX secolo venne parzialmente restaurato.

Nell'uso dei materiali (il calcare alberese, con toni che variano dal bianco al grigio e il serpentino o verde di Prato adotta un voluto richiamo alla tipica bicromia toscana romano-gotica, in uso anche negli edifici ecclesiastici. Un'apertura sulla parte orientale collegava il Castello tramite un camminamento sopraelevato (Cassero) alla cerchia difensiva di porta Fiorentina. Una scala a chiocciola in alberese dà accesso ai camminamenti dai quali si gode una ampia veduta sul territorio verso Firenze e il Montalbano.
Dal 1975 il castello dell'Imperatore è aperto ai visitatori e ospita pubbliche manifestazioni nel vasto cortile interno.

Articolo tratto da:
po-net

All'Isola d'Elba è attivo il servizio di noleggio Scooter e E-Bike

Per coloro che in vacanza non amano usare l'auto e vogliono godersi a pieno la natura, all'Isola d'Elba è attivo un nuovissimo s...