giovedì 17 gennaio 2008

Storia di Vernio provincia di Prato

Per tutto il Medioevo una delle principali strade che collegavano il Pratese al mondo padano risaliva la stretta valle del Bisenzio sino al valico di Montepiano seguendo quella sorta di via naturale tracciata dal fiume e già usata in epoca pre-romana e romana. Dopo la conquista longobarda, l'alta valle del Bisenzio e del Fiumenta fu tra i territori assegnati dall'imperatore Berengario ai Cadolingi, nel 915. Agli inizi del XII secolo Vernio e Mangona passarono in eredità dalla famiglia dei Cadolingi a quella degli Alberti di Prato, che ampliò notevolmente i suoi possessi ed assunse il titolo di Conti di Vernio. Nel 1332 fu acquistata dai Bardi, che ottennero il Vicariato Imperiale nel 1355. Il territorio è comunque legato anche alla fondazione e crescita dell'Abbazia di S. Maria a Montepiano che, trovandosi sul confine con Bologna, era considerata punto strategico economico, politico e commerciale. Il Feudo dei Bardi (che nei primi del '600 tennero qui riunioni della loro Camerata Musicale) sopravvisse, come ultimo residuo del potentato feudale pratese, fino al 1797, quando fu annesso alla Repubblica Cisalpina. Dopo il 1815, con il riordino post-napoleonico, fu unito definitivamente al Granducato di Toscana. Divenne per qualche tempo podesteria (con sede a Mercatale) e fu poi annessa al vicariato regio di Prato che ne amministrava giustizia, uffici di collegamento, polizia ecc. L'espansione dell'industria tessile pratese della fine 800 e più tardi lo scavo della grande galleria sulla linea ferroviaria Prato-Bologna, comportarono una netta ripresa economica che si è andata via via consolidando fino ai tempi odierni. Fin dall'800 è nota la stazione turistica di Montepiano sul crinale appenninico, abbellita da laghetti e passeggiate. Ma anche Vernio offre attrattive al turista, col complesso seicentesco di San Quirico e con recenti musei.
La "polentina"
La prima domenica di Quaresima (in origine il Mercoledì delle Ceneri) si svolge a San Quirico la più antica e sentita festa popolare della vallata: la Polentina. L'antica Festa della Miseria, che risale a circa il 1576, ricorda una generosa distribuzione di polenta di castagne, aringhe e baccalà concessa ai sudditi da un conte Bardi, durante una grave carestia. Il presidente della Società della Miseria da avvio a un corteo storico, al termine del quale legge, davanti all'oratorio di San Niccolò, una pergamena celebrativa; nel frattempo, di lato all'oratorio, la polenta viene cotta in grandi paioli, affettata e distribuita a verniati e turisti che affollano il paese.

martedì 15 gennaio 2008

Il castello di Bolgheri


Bolgheri è un castello medievale che sorge su una piccola altura in fondo al viale di cipressi che parte da San Guido, celebre per la lirica di Giosuè Carducci; tutt'intorno il paese è circondato da boschi di tipica vegetazione mediterranea e da una pianura ben coltivata.


Il viale di San Guido, grazie alla poesia del Carducci, è considerato il viale più famoso e conosciuto d'Italia. Fu costruito nel 1831, quando venne raddrizzata la via Aurelia.
Lungo, in origine ricordato come un semplice stradone diritto, furono piantate due file di alti cipressi che, dopo il successo ottenuto dai versi del Carducci e la morte del poeta, furono prolungate fino a Bolgheri in un percorso di grande suggestione.

Il castello di Bolgheri si collega al comune di cui fa parte, Castagneto Carducci, attraverso la "via Bolgherese", un bellissimo viale fiancheggiato da vegetazone naturale e vigne, ormai noto come "la Strada del vino", perché lungo il suo percorso si trovano aziende che producono vini di grande pregio.

Il castello di Bolgheri ha una monumentale facciata di colore rosato, con un arco attraverso il quale si accede al borgo medievale.
All'interno del castello le vie e le piazzette, piccole e ravvicinante, rievocano l'atmosfera raccolta della tradizione contadina toscana, e vi si trovano numerosi negozi in cui si possono trovare i prodotti tipici della zona. Tra il 1838 e il 1848 Bolgheri ospitò Giosuè Carducci, che con i suoi versi contribuì a far conoscere Bolgheri e i suoi dintorni nel mondo.
Quando Carducci tornava a Bolgheri abitava in un stanza messa a sua disposizione dalla famiglia Moratti.

Oggi Bolgheri è un importante luogo della memoria carducciana: oltre al viale dei cipressi sono da notare la casa in cui il poeta abitò da ragazzo, di fronte alla quale si trova la statua di Nonna Lucia, la nonna del poeta morta a Bolgheri e sepolta nel piccolo cimitero di campagna che si trova poco oltre il paese, dalla parte opposta al viale di San Guido. Un'altra casa che ci ricorda Carducci è la casa della "bionda Maria", una bambina amica del poeta durante la sua infanzia.

Il FAI a Spedaletto e a Pienza

Una delegazione del FAI, ( Fondo per l'Ambiente Italiano) di Firenze visiterà il castello di Spedaletto per una serie di iniziative a cura di Ugo e Carla Bruni allo scopo di promuovere l’interesse per il Castello, l’arte in genere e tutto il paesaggio della Val d’Orcia.

Secondo tale programma alle ore 11,30 nella Chiesa di Spedaletto il Prof, Valerio Terraroli, Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Torino terrà una lezione sull’arte moderna e contemporanea dal titolo “Alle origini della modernità. Da Klimt a Gaudì all’astrazione” che sarà accompagnata dalla proiezione di diapositive illustrative. Seguirà una visita guidata al Castello, che nel corso dei secoli, come grancia dell’Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, ha svolto compiti di ospitalità lungo la via romea. Lo stesso Pio II nel 1460 con la promulgazione di una bolla speciale conferì favori e privilegi al piccolo spedale.
Nel pomeriggio è prevista una visita alla Città di Pienza, guidata da uno degli addetti culturali della Delegazione il Prof. Arch. Ulisse Tramonti.
L’iniziativa pientina rientra pienamente nello spirito del Fai che ha promosso un censimento dei “Luoghi del cuore” al quale hanno aderito oltre 200.000 persone in tutta Italia. Tale censimento, giunto quest’anno alla terza edizione è rivolto a tutti gli italiani chiamati a partecipare segnalando un luogo segreto meritevole di attenzione valorizzazione e rispetto. Segnalare il proprio luogo del cuore non vuol dire isolarsi, anzi lo scopo è proprio quello di stimolare amicizia, condivisione, e sentimenti. Grazie al Fai sono stati infatti segnalati e salvati da parte di giornalisti, artisti, uomini di cultura, ma anche da parte di semplici ignori cittadini, preziosi luoghi d’arte e del paesaggio: Corrado Augias, Enzo Biagi, Beppe Grillo, Oliviero Toscani, Simona Ventura, i nomi più noti.

domenica 13 gennaio 2008

Turismo a Siena piazza del campo


Piazza del Campo a Siena

La storia
Lo spazio che diventerà la piazza era, alle origini di Siena, un terreno bonificato per permettere il defluvio delle acque piovane. Il nucleo della città in formazione si trovava più in alto, nella zona di Castelvecchio e il futuro "Campo" era uno spazio per i mercati, appena laterale rispetto alle principali strade di comunicazione che passavano per la città e situato esattamente ad un crocevia. Qui si incontrano ancora oggi le direttrici per Roma a sud-est, il mare a sud-ovest e Firenze a nord.
La storia della Piazza si intreccia fortemente con quella della costruzione del Palazzo Comunale o Palazzo Pubblico, che si affaccia sulla piazza.

Palazzo Comunale

* È il palazzo costruito dal governo della Repubblica di Siena tra il 1298 e il 1310 come sede del Governo dei Nove. Non fu usata la pietra, ma il mattone, mentre gli elementi bianchi sono in marmo. Ogni finestra è ornata da un’ogiva che la contiene. I merli sono di tipo guelfo.

Torre del Mangia

* Era il "campanile" laico del Palazzo Comunale ed è così chiamata dal soprannome di "mangiaguadagni" dato al suo primo custode Giovanni di Balduccio (o "di Duccio"), famoso per apprezzare molto i piaceri del cibo e sperperare quindi a tavola i propri guadagni. È tra le torri antiche italiane più alte, arrivando a 102 metri fino al parafulmine (seconda solo al Torrazzo di Cremona). Fu costruita tra il 1325 e il 1348. I quattro angoli sono perfettamente orientati in direzione N-S ed E-O.

Cappella di Piazza

* È il tabernacolo marmoreo che sorge ai piedi della Torre del Mangia, sporgente rispetto al profilo del Palazzo comunale. Fu edificata nel 1352 per ringraziare la Vergine Maria dello scampato pericolo della peste nera che aveva colpito la città nel 1348. Sopra l'altare, tra il 1537 e il 1539, Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma affrescò la Madonna con il Figlio e Dio Padre, i cui resti si conservano oggi nel Museo Civico all'interno del Palazzo Pubblico.

Il Palio [modifica]

La Piazza è famosa anche perché accoglie due volte all'anno, esattamente il 2 luglio e il 16 agosto, il Palio delle Contrade. Si tratta di una corsa di cavalli unica al mondo che vede confrontarsi le diciassette storiche contrade che compongono la città toscana.

Tre giri intorno all'anello di tufo (la pista che circonda la piazza, piastrellata di pietra serena, viene ricoperta dal tufo che permette ai cavalli di correre), una corsa sfrenata e appassionata che porta alla vittoria una sola contrada.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_del_Campo"

Turismo a Siena info musei

info musei

ORARI E PREZZI DEI MUSEI SULL'ITINERARIO DEL TERZO DI CITTÀ
PINACOTECA NAZIONALE

Palazzo Buonsignori Via San Pietro 29

Orario: Mar.-Sab. 8.15-19.15, Lun. 8.30-13.30 domenica e festivi 8.15-13.30, Chiuso 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

Ingresso: €4,30 - Ridotto €2,00
LIBRERIA PICCOLOMINI

in Duomo

Orario: 1 novembre-14 marzo 10.00-13.00, 14.00-17.00 15 marzo-31 ottobre 9.00-19.30, domenica e festivi aperto dalle 13.30-19.30, Chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio

Ingresso: €1,50 - gruppi superiori a 15 persone €1,20
SANTA MARIA DELLA SCALA

Piazza Duomo

Orario: 16 marzo-5 novmbre 10.00-18.00, 6 novembre-15 marzo, 10.30-16.30, 24 dicembre-6 gennaio 10.00-18.00

Ingresso: €5,20 - ridotto 3,10 gruppi superiori a 15 persone €4,20

www.santamaria.comune.siena.itlink esterno - infoscala@comune.siena.it
PALAZZO DELLE PAPESSE

Centro Arte Contemporanea Via di Città

Orario: 12.00-19.00 Chiuso: lunedì

Ingresso: €5,00 - ridotto €3,50 - gruppi superiori a 20 persone €4,00

www.papesse.orglink esterno - papesse@comune.siena.it
numeri utili

INFORMAZIONI TURISTICHE Tel. 0577 280551

SERVIZIO TAXI Attivo 24 ore su 24 - Tel. 0577 49222

PRONTO SOCCORSO Pol. Le Scotte - Tel. 0577 585807-0577 585809

mercoledì 9 gennaio 2008

Vacanze in agriturismo a Montepulciano

Se desideri trascorrere una vacanza in agriturismo, la Toscana è la meta che fa per te. Scoprirai un aspetto ancora poco noto di questa regione, famosa per le città d'arte, la storia dei grandi personaggi e delle loro opere. Con una vacanza in agriturismo in Toscana scoprirai una terra il cui paesaggio, la schietta ospitalità, la parlata così caratteristica, ti diverranno subito familiari. Morbide colline, il gioco cromatico dei campi, rustici casali i borghi medievali: così l'immagine del paesaggio toscano ha affascinato il mondo ed ora si appresta a conquistare anche il turista italiano.

In un casale in Toscana, per esempio in un agriturismo di Montepulciano o negli agriturismi di Grosseto, puoi vivere una vacanza verde diversa dal solito all'interno di un'azienda agricola. Scegliendo questo tipo di vacanza potrai allontanarti dai centri abitati, immergerti nella vegetazione e dalle dolci colline che caratterizzano questa regione, stare a stretto contatto con la natura e con la genuinità della terra. I paesaggi sono quasi fiabeschi, dal verde del Chianti al marrone della Maremma senese, in un susseguirsi di dolci saliscendi che addolcisce anche gli animi più inquieti.

sabato 5 gennaio 2008

Firenze ponte vecchio


È il ponte più antico di Firenze e l'unico risparmiato dalle vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale. La costruzione attuale risale al Trecento, ma fu inizialmente costruito dai Romani nel punto in cui l'Arno era più stretto e attorno al quale si sviluppò la colonia romana di Florentia.

Durante la sua storia ospitò dapprima le botteghe dei conciatori di pellame e poi dei macellai, per la facilità degli scarichi di produzione in Arno. Nel MedioEvo divenne sede degli artigiani orafi, che lo suddivisero in tante piccole botteghe, ancora oggi esistenti.

Al centro del ponte si aprono su entrambi i lati delle arcate panoramiche sul fiume molto suggestive. Al di sopra del ponte corre il Corridoio Vassariano che collega Palazzo Pitti alla Galleria degli Uffizi.

Simbolo della città, questo ponte storico fu l'unico risparmiato dai tedeschi (da qui il nome) nell'estate del 1944, quando, ritirandosi da Firenze, minarono tutti i ponti e ampie zone alle estremità del Ponte Vecchio per ostacolare l'arrivo degli alleati. Si hanno tracce dell'esistenza del ponte dal X sec., ma a causa di numerose piene del fiume vi furono vari crolli e ricostruzioni, fino a che, alla metà del Trecento, si consolidò una struttura, quella odierna, che il Vasari attribuisce a Taddeo Gaddi, ma più probabilmente si tratta di Neri di Fioravante. La struttura è caratterizzata dalla presenza di casette in cui avevano sede le varie botteghe appartenenti all'Arte della Lana, insieme a macellerie e venditori di verdure, sostituite poi sotto il Granducato di Ferdinando I con botteghe di orafi a nobilitare il tratto percorso dal Granduca fino a Palazzo Pitti, a cui giungeva attraverso il Corridoio Vasariano, passando sopra al Ponte.


All'Isola d'Elba è attivo il servizio di noleggio Scooter e E-Bike

Per coloro che in vacanza non amano usare l'auto e vogliono godersi a pieno la natura, all'Isola d'Elba è attivo un nuovissimo s...